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cuci

È una cucina contadina e genuina, molto semplice, che usa i frutti della sua terra. Ancora oggi nei dintorni di Volterra quasi tutti coltivano un orto, hanno un po’ di ulivi e spesso anche una piccola vigna. Tengono gli animali da cortile – le galline, i conigli, i piccioni. Usano le erbe che crescono nell’orto, come il rosmarino e la salvia, ma raccolgono anche le erbe selvatiche che crescono spontanee in primavera.
tartuE in autunno tutti in giro per i boschi con i panieri per raccogliere i funghi – specialmente i porcini, ma apprezzano moltissimo anche un bel misto di tutti i funghi commestibili. Poi ancora le castagne dolci e qui nel volterrano anche il tartufo che cercano con i cani. In primavera si trova il marzaiolo, poi il tartufo nero (o estivo) e d’inverno il pregiatissimo tartufo bianco.
E dall’ inizio di settembre fino alla fine di gennaio tutti a caccia anche se la selvaggina scarseggia.
bruschetta Solo il cinghiale, molto prolifero e anche molto furbo – di giorno spesso si nasconde nei Parchi Nazionali dove la caccia è proibita – è riuscito a resistere.
P
oi troviamo qui in zona tanti campi di grano e siamo arrivati al pane toscano, una eccezione perché è senza sale. Una volta si faceva il pane nel forno a legna di casa per tutta la settimana e per farlo durare si faceva senza aggiunta di sale. Il pane è per i toscani quello che la pasta è per il resto dell’ Italia.
Lo usano per i crostini, le bruschette, zuppa di pane e verdure, la pappa al pomodoro, come contorno per i secondi e insieme con gli insaccati:
salumiil prosciutto toscano, la finocchiona, il capocollo, che fanno sempre parte della cucina contadina dove una volta all’anno veniva macellato un maiale per fare i salumi e naturalmente le salsicce che amano cuocere alla brace nel caminetto di casa insieme con la fiorentina.
Ma è probabile che i contadini la fiorentina non la vedessero tanto spesso perché si doveva comprare dal macellaio e di contanti ne giravano ben pochi. Invece sulle tavole di tutti giorni si trovavano i fagioli e i ceci, cucinati in umido, conditi con un filo d’olio, il pane agliato e una cipolla dell’orto.

forma A questo punto dobbiamo parlare del pecorino che da sardo diventa toscano con l’immigrazione dei pecorai sardi nei anni 50 nelle campagne toscane abbandonate da chi andava a vivere in città. I diversI tipi di pecorino dipendono prevalentemente dalla stagionatura. Dal freschissimo novello al pecorino fresco, al pecorino stagionato e oggi giorno anche con gli aromi aggiunti come il tartufo, il peperoncino etc. Già solo una fetta di pecorino, un bicchiere di vino e un po’ di pane sono una delizia, se tutto è di ottima qualità - ed è qui il segreto della Cucina Toscana, ingredienti freschi, coltivati come una volta. Allora una semplice bruschetta all’olio nuovo diventa una delizia, con un olio qualsiasi insignificante.

Messo tutto insieme arriviamo a un tipico menu toscano:
   
...si comincia congli affettati e i sott’oli (verdure dell’orto o funolioghi messi sott’olio)
i crostini con paté di fegato
la bruschetta all’olio

...poi le zuppe con le verdure e i legumi
la pasta fatta in casa, come le pappardelle alla lepre, 
le fettuccine ai porcini

...e poi il cinghiale in umido con le olive, le salsicce alla brace
il coniglio e il pollo con le patate al forno con aglio e rosmarino
i fagioli in umido con la salvia

...come dolce naturalmente i cantuccini con il vinsanto (un vino dolce, tipo sherry, fatte con le uve seccate all’aria)
oppure le crostate con le marmellate fatte in casa.

Tutto innaffiato con una gran scelta di vini toscani.
casta Ed è questo la base della cucina della nostra Locanda, con un occhio alla leggerezza e alla digeribilità della cucina naturale, offrendo anche torte di verdure, sformati, lasagne vegetariane, ravioli e gnocchi fatte in casa. In più i dolci della tradizione non strettamente locale come la panna cotta, il tiramisù, il crème caramelle, tutti rigorosamente fatti in casa.
Il nostro vino della casa è di produzione biologica in una fattoria dellavino zona che serviamo sfuso. Poi cerchiamo di offrire una scelta di vini da tutto il territorio toscano. Fra Volterra e il mare troviamo il Montescudaio DOCG e in direzione di S. Gimignano il Chianti dei colli senesi e la Vernaccia di S. Gimignano. Poi arriviamo nella zona del Gallo Nero. Al Sud di Siena poi il Rosso e il Brunello di Montalcino e il Rosso e il Nobile di Montepulciano. Ancora più a sud il Bianco di Pitigliano e il Morellino di Scansano.
E a sud di Cecina una zona di vini emergenti: i DOC di Bolgheri con dei buon bianchi e rosati e naturalmente i Supertoscani come il Sassicaia e l’ Ornellaia.
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